Percorso di Ricerca per la definizione di un progetto vita personalizzato

Il Centro, in collaborazione con Associazioni e Fondazioni di genitori (cfr. APS De@Esi e Fondazione CondiVivere), realizza Percorsi di ricerca-formazione-azione pensati per migliorare la qualità di vita di persone con deficit (incluse disabilità complesse) e delle loro famiglie all’interno di un laboratorio permanente per lo studio, la valutazione, il monitoraggio e la condivisione di buone prassi finalizzate alla realizzazione di un progetto di vita per i contesti di casa, scuola, tempo libero e lavoro verso una vita autonoma e indipendente.

Si parla di Sistemi come di organismi interattivi complessi 
per cui ciascuna parte, indipendentemente dal valore che noi le diamo,
influenza e ne è influenzata dalle altre.

All’interno del Percorso-Sistema un team di esperti in Pedagogia Speciale e Psicologia Clinica condivide obiettivi e responsabilità con Famiglie, Operatori e le stesse persone con deficit al fine di sostenere il soggetto con disabilità verso la costruzione di suo personale disegno esistenziale nel rispetto delle pari opportunità.

Vita indipendente ed inclusione nella società
Gli Stati Parti alla presente Convenzione riconoscono il diritto di tutte le persone con disabilità a vivere nella società, con la stessa libertà di scelta delle altre persone, e adottano misure efficaci ed adeguate al fine di facilitare il pieno godimento da parte delle persone con disabilità di tale diritto e la loro piena interazione e partecipazione nella società […] -Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, Art. 19


Il progetto consente di uscire dalla dimensione della singola consulenza per entrare a far parte di un Sistema complesso, articolato tra supervisioni mensili e incontri periodici di formazione all’interno di un laboratorio permanente che consente un confronto costante tra famiglie provenienti da diverse regioni di Italia, circa ipotesi, strategie operative, buone prassi, strumenti, ecc… relativi a differenti ambiti (scuola, lavoro, sessualità, fratelli…).
Formare le famiglie è una leva potente per innescare il cambiamento nei contesti di appartenenza portando e diffondendo sia a Scuola che nel Tempo Libero e nel Lavoro il “seme” dell’inclusione sociale.
La complessità e la dimensione sistemica del Percorso offrono la possibilità all’area della Pedagogia Speciale e della Psicologia Clinica di fornire alle famiglie risposte, in linea con la prospettiva ICF, che tengano conto di una visione complessa della persona e non legata a un singolo e isolato segmento di intervento. All’interno del Percorso infatti l’area pedagogica e l’area psicologica, grazie ad un’orchestrazione di appuntamenti periodici in presenza e a distanza, possono realizzare una collaborazione attiva con le famiglie, gli operatori, gli insegnanti e le stesse persone con deficit, creando la possibilità di mettere insieme in itinere e di dare significato ad una molteplicità di dati raccolti tramite l’analisi di video, le osservazioni durante incontri residenziali, i colloqui con i genitori, i colloqui con gli operatori, i colloqui con fratelli, la documentazione scolastica, le relazioni di altri professionisti, …..; dati che consentono di costruire un articolato percorso narrativo della Persona e che, condivisi nel gruppo, possono divenire importanti spunti per la formazione e la riflessione in trasversale andando a costituire così un grande laboratorio di ricerca finalizzato a disegnare e ridisegnare insieme una nuova visione della persona con deficit progettando assieme a lei futuri possibili che la vedano protagonista attiva, cittadina del mondo!

 

 

Il Percorso prevede  durante l’anno una serie di azioni visibili ai Genitori e agli Operatori (supervisioni, formazioni, risposte a e-mail…) e tutta una serie di azioni apparentemente invisibili (ma di grande importanza per l’analisi dei dati, le verifiche e la formulazioni delle ipotesi di intervento): video-analisi individuali e collaborative per lo studio delle interazioni verbali e non verbali, delle atmosfere e delle dinamiche relazionali, confronto periodico tra Tutor e Comitato Scientifico per fare il punto della situazione sui casi, studio e pianificazione per l’organizzazione delle formazioni, ricerca di collaborazioni esterne per mantenere un approccio multi-disciplinare…
La finalità del percorso non è solo quella di individuare buone prassi di intervento, ma fare in modo che le famiglie ne acquisiscano padronanza e dimestichezza per poterle attuare autonomamente, adattandole ai differenti contesti; si tratta dunque di un percorso informativo-formativo che vuole fornire chiavi concettuali e strumenti culturali per orientare e basare le scelte circa i percorsi educativi, medico-riabilitativi e didattici per il proprio figlio, in uno scambio attivo e dinamico con altre famiglie.
Il Percorso-Sistema esce dalla dimensione della singola consulenza specialistica e fa entrare ciascuna famiglia in un vero e proprio itinerario di ricerca, in un costante laboratorio che analizza le problematiche presentate, le necessità, i desiderata, studiando risoluzioni operative in un confronto costante tra i vari attori che interagiscono con la persona con deficit (famiglia, scuola, educatori, datori di lavoro, ecc.).
Particolare attenzione alla dimensione formativa rivolta alle famiglie affinché divengano i principali promotori, consapevoli, di un progetto vita con e per il proprio figlio.

IN SINTESI – Il protocollo di intervento prevede:

  • la redazione di un progetto personalizzato di partenza a partire dal cucire “su misura” un progetto di vita durante che si evolve nel tempo
  • raccolta dati in itinere utili al fine di ipotizzare, sperimentare e verificare buone prassi di intervento, piste di lavoro e strategie operative/strumenti mediatori per superare/contrastare gli handicap che i deficit propongono.
  • supervisioni e formazioni periodiche alla famiglia e agli operatori fornendo strumenti concettuali utili per costruire e ri-costruire un’idea del proprio figlio che superi una visione che si basa sul “difetto”, verso una maggior consapevolezza, partendo dai “sa fare” per andare verso uno sviluppo originale dei potenziali cognitivi ed affettivi.
  • la creazione di una rete di famiglie per la condivisione di buone prassi supportate e orientate da professionisti della Psicologia Clinica e della Pedagogia Speciale su tematiche specifiche quali sessualità, rapporto con i fratelli, diritti…
  • analisi contestuali per ipotizzare modalità di adattamento reciproco tra persona con deficit e contesto
  • supporto e consulenza nel rapporto con la scuola per progetti di didattica inclusiva.
  • protocolli per l’inserimento lavorativo
  • supporto e progettualità per esperienze di vita indipendente e co-housing

Per info scrivere a: aemocon@gmail.com