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AL FIANCO DEI GENITORI – UN ALLEATO NELLA COSTRUZIONE DI UN PROGETTO VITA PERSONALIZZATO, DALLA NASCITA VERSO LA VITA ADULTA

La nascita di un figlio con disabilità porta con sé emozioni profonde e un momento di comprensibile disorientamento. Di fronte a una diagnosi, i sogni e le aspettative sul futuro sembrano vacillare, e il timore più grande è che lo sguardo si concentri solo sui limiti anziché sulle possibilità.

Sappiamo che, mentre il supporto medico e riabilitativo si attiva tempestivamente, i genitori si trovano spesso soli ad affrontare le sfide educative e la complessità della vita quotidiana. Il nostro obiettivo è supportarli nel giorno per giorno, offrendo uno spazio di ascolto e facilitazione, insieme alle competenze per guardare al futuro con più fiducia.

Le sfide di ogni giorno: cerchiamo le risposte insieme

La quotidianità solleva interrogativi profondi. Insieme, possiamo trovare strategie concrete per affrontare diversi ambiti della vita:

  • La vita a casa: Come sostenere lo sviluppo del pensiero, del linguaggio e la capacità di scegliere durante i gesti quotidiani? Come favorire l’autonomia, il rispetto delle regole e la gestione del tempo e dello spazio? Come aver cura dei legami con fratelli e sorelle.

  • La scuola: Quali strategie didattiche e relazionali scegliere per sostenere gli apprendimenti e garantire una reale partecipazione attiva in classe?

  • Il tempo libero: Come progettare momenti di svago che favoriscano la socializzazione e la nascita di amicizie autentiche in contesti inclusivi?

  • Le tappe evolutive: Come accogliere l’adolescenza e favorire l’autonomia decisionale, anche in situazioni di disabilità complessa? Con quali lenti guardare al futuro per riuscire a immaginare il proprio figlio adulto?

  • Il domani (Lavoro e Affettività): Quali semi piantare oggi per una vita adulta indipendente? In che modo l’educazione durante l’infanzia può aprire la strada al diritto al lavoro, alla sessualità e all’affettività?

Il supporto alla famiglia

La famiglia non è solo una spettatrice, ma la vera protagonista di questo percorso.

Il nostro obiettivo è sostenerla e fornirle gli strumenti per riconoscere le risorse e la bellezza di questa storia, senza nasconderne le fatiche, ma imparando a orientarle lungo il tempo.

Per fare questo offriamo percorsi personalizzati di consulenza pedagogica e psicologica. Uniamo le nostre competenze alla  conoscenza dei genitori per costruire insieme buone prassi quotidiane, finalizzate al benessere e alla ricerca di un equilibrio sereno per tutti i componenti della famiglia.

Il nostro obiettivo è aiutare il genitore a “indossare lenti nuove”: guardare il proprio figlio, la propria figlia, non attraverso i limiti della diagnosi, ma alla ricerca del suo potenziale, offrendo strumenti concreti per costruire una buona qualità di la vita, nel giorno per giorno, tra casa, scuola, tempo libero fino al lavoro nella vita adulta

UNO SGUARDO CHE CAMBIA, DAI LIMITI AI POTENZIALI

Crediamo fermamente che l’intelligenza non sia un dato fisso, né la semplice somma delle competenze che una persona possiede.

Come sosteneva lo psicologo Lev Vygotskij:

Ogni intelligenza è soggetta ad essere orientata, educata e potenziata.

La vera intelligenza risiede nella capacità di autodeterminarsi e di interagire in modo consapevole con il mondo e con gli altri.

La forza dell’intervento educativo sta proprio in questo: fornire alla persona gli strumenti per crescere, prima di tutto, come protagonista attivo della propria vita, in un continuo e arricchente scambio con la comunità.

PUOI RICHIEDERE UNA PRIMA CONSULENZA GRATUITA PER VALUTARE L’UTILITA’ DI AVVIARE UN PERCORSO PERSONALIZZATO 

Inviaci un e-mail a aemocon@gmail.com oppure chiamaci al numero 339.3132693

Approfondimenti: come lavoriamo insieme

L’intervento pedagogico che offriamo parte da un principio fondamentale: per aiutare una persona, dobbiamo prima di tutto comprendere il suo mondo. Attraverso l’osservazione e il colloquio, esploriamo insieme lo “stile” con cui la famiglia affronta la vita di ogni giorno: la gestione del tempo, degli spazi, delle regole e i momenti della quotidianità, come i pasti, il vestirsi o la collaborazione in casa.

“Il contesto, l’ambiente, le dinamiche relazionali sono il punto di partenza per descrivere la persona. Senza l’identificazione del contesto non si può capire nulla, l’azione osservata è del tutto priva di senso. Il contesto è la matrice dei significati.”

Gregory Bateson

A partire dai dati raccolti durante i colloqui e le osservazioni (sia in presenza sia da remoto) iniziamo ad orientare lo stile educativo della famiglia, guidandola alla ricerca di strategie, modalità relazionali e strumenti mediatori per sostenere e valorizzare il potenziale cognitivo e affettivo del proprio figlio, nel pieno rispetto della sua unicità.

Si tratta di un vero e proprio affiancamento che offre alle famiglie chiavi di lettura, metodologie e strumenti operativi per sostenere la crescita lungo tutto il percorso di maturazione.

Un progetto di vita “cucito su misura”

Inizia così un percorso condiviso che delinea un Progetto di Vita personalizzato (in linea con quanto previsto dal D.Lgs. 62/2024). Questo progetto si alimenta attraverso confronti periodici (mensile) tra pedagogista, psicologa e famiglia, ai quali possono unirsi le figure educative di supporto (come l’educatore domiciliare) così come fratelli e sorelle. Gli incontri di supervisione vengono svolti a distanza e sono supportati dall’analisi di videoregistrazioni dei momenti quotidiani che la famiglia potrà fornire durante il percorso.

❓ Domande Frequenti (FAQ)

Il bambino, la bambina o la persona con disabilità sarà presente al primo colloquio?

Solitamente no, i primi incontri vengono condotti solo con i genitori o i responsabili educativi.

Il primo colloquio serve a raccogliere la storia della persona attraverso lo sguardo di chi se ne prende cura. La presenza del figlio, della figlia, potrebbe inibire i genitori nel descrivere liberamente preoccupazioni o situazioni complesse. Anche quando la persona è abituata a sentire parlare delle proprie difficoltà, crediamo sia fondamentale preservarla da questi momenti di analisi.

L’osservazione diretta rimane importantissima, ma viene rimandata a una fase successiva (sia dal vivo che tramite video), dopo aver compreso il contesto in cui vive e avviato il confronto con la famiglia.

Di cosa si parlerà nel primo colloquio?

Andremo alla ricerca dei suoi “sa fare”.

Spesso si tende a descrivere una persona con disabilità partendo dalle sue difficoltà. Il nostro colloquio, invece, ripercorre la sua storia per individuare le sue competenze e i suoi punti di forza, anche quando sembrano nascosti. L’obiettivo è scoprire e ampliare le situazioni in cui la persona si sente attiva, partecipe e maggiormente pronta e disponibile ad apprendere.

“La persona, va ‘esplorata’ e ‘scoperta’, osservata attraverso ciò che sa fare, dandole la possibilità di riscoprirsi come capace e agente attivo. Un nuovo modo di vedersi, in cui anche l’errore rivela una volontà e diventa un’occasione per dare senso agli eventi. Partire dai successi, dalle proprie abilità, per ampliare la propria visione del mondo.”Nicola Cuomo

Quali sono gli obiettivi del percorso progettuale?

Accompagnare la persona verso una vita adulta autonoma e indipendente.

I nostri interventi si sviluppano all’interno di tre macro-aree: lo sviluppo della personalità, il rapporto con gli altri e il confronto con il mondo, con la realtà esterna. Per farlo, proponiamo attività concrete, adatte all’età e all’unicità della persona e della sua famiglia, per stimolare abilità essenziali tra cui:

Macro Obiettivi del Percorso  
Autonomia Quotidiana Partecipare alla vita domestica, curare l’igiene personale e l’estetica, usare gli strumenti di casa.
Competenze Cognitive Orientarsi nel tempo, gestire il denaro, allenare attenzione, memoria e spirito di osservazione.
Relazione e Scelte Scegliere e decidere autonomamente, conoscere e rispettare le regole, potenziare la comunicazione e il linguaggio.
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