perchÈ e come richiedere una nostra consulenza

UN PERCORSO DI CONSULENZA PSICOLOGICA E PEDAGOGICA PER LA CO-COSTRUZIONE DI UN PROGETTO PERSONALIZZATO NEI CONTESTI DI VITA DELLA PERSONA

La nascita di un figlio con disabilità, o più in generale con delle fragilità, può portare in famiglia un grande disorientamento. La gioia di avere un bambino, il prendersene cura e vedere giorno dopo giorni i suoi successi, pensare al suo futuro, vederlo crescere, stringere amicizie, coltivare passioni, divenire adulto, avere una buona qualità di vita… Tutto questo è una prospettiva che viene messa a dura prova di fronte all’arrivo di una diagnosi. Sindrome di Down, Autismo, sindrome della X Fragile…, rischiano di suonare come nefaste profezie e di proporre nell’immaginario un lungo elenco di tutto ciò che quel bambino, quella bambina, non potranno mai fare, non potranno mai essere, dando avvio ad un itinerario “speciale” che via via corre parallelo e sempre più distante e separato da quello di tutte le altre persone.

Molte famiglie vivono spesso questa situazione in una grande solitudine: si attiva rapidamente un supporto di tipo medico e neuroriabilitativo, inizia l’iter delle terapie…, ma cosa fare nel giorno per giorno? Come potenziare il pensiero e il linguaggio del proprio figlio durante le azioni che il vivere quotidiano propone? Quali orientamenti didattici prediligere per sostenerlo negli apprendimenti? Come sostenere l’evolversi delle sue autonomie e la partecipazione alla vita domestica? Come gestire il rapporto con i fratelli? Come progettare il tempo libero per far nascere ed evolvere amicizie?

E ancora, crescendo, come potenziare le sue competenze lavorative e quelle per una vita indipendente o come affrontare la sessualità?

La famiglia è il vero protagonista di questo grande progetto sistemico e per questo va orientata, sostenuta e formata, per poter supportare con maggior consapevolezza il proprio figlio in un disegno esistenziale che necessita di interventi finalizzati a potenziare e rispettare la sua originale identità e la sua effettiva partecipazione sociale.

AEMOCON offre un PERCORSO di consulenza pedagogica e psicologica alle famiglie per co-progettare interventi personalizzati, finalizzati allo sviluppo e al potenziamento cognitivo ed affettivo di bambini e persone con deficit, dalla nascita, lungo tutto il corso della vita, nei diversi contesti: casa, scuola, tempo libero e lavoro. 

La finalità è quella di aiutare la famiglia a “indossare nuove lenti” per il osservare il proprio figlio alla ricerca dei suoi potenziali e di fornirle strumenti culturali e riferimenti concreti per orientare gli interventi educativi del vivere quotidiano secondo una visione sistemica, andando cioè ad integrare tra loro le varie aree del progetto vita.

L’intelligenza, qualunque sia il significato che le diamo è soggetta ad essere “orientata, educata e potenziata” (L. Vygotskij 1932) e soprattutto non è data dalla somma delle competenze che possiede, ma dalla capacità di autodeterminarsi, dalla capacità di comprendere/interagire consapevolmente con il contesto.

PUOI RICHIEDERE UNA PRIMA CONSULENZA GRATUITA PER VALUTARE L’UTILITA’ DI AVVIARE UN PERCORSO PERSONALIZZATO 

Scrivici a aemocon@gmail.com oppure chiamarci al numero 339.3132693

APPROFONDIMENTI

L’intervento  pedagogico, all’interno del metodo emozione di conoscere, è finalizzato a rilevare mediante  l’osservazione  ed  il colloquio, con quale  “stile  la  famiglia interviene nel vivere quotidiano: la gestione del tempo, dello spazio, delle regole, la gestione di momenti come il mangiare, il vestirsi, il lavarsI, il prendere parte alle responsabilità in casa…

Il contesto, l’ambiente, le dinamiche relazionali sono il punto di partenza per descrivere la persona. Senza l’identificazione del contesto non si può capire nulla, l’azione osservata è del tutto priva di senso. Il contesto è la matrice dei significati [G. Bateson]

Attraverso i  dati  acquisiti durante i colloqui e attraverso osservazioni (in presenza o da remoto) si orientare lo stile educativo della famiglia alla ricerca di strategie, modalità relazionali e strumenti mediatori che aiutino a ridurre/contrastare gli handicap che i deficit propongono e sostenere lo sviluppo dei potenziali cognitivi e affettivi della persona, nel rispetto delle sue originalità. Un vero e proprio training finalizzato a fornire alle famiglie chiavi concettuali, strumenti culturali, metodologie ed abilità (agilità mentale) per un’attenzione ai particolari, ai contesti, alle situazioni, agli ambienti, alle relazioni…

Inizia così un Percorso che va a delineare e a “cucire su misura” un progetto di vita (coerentemente a quanto previsto dalla L. 328/2000) grazie ad uno scambio e ad un confronto periodico (mensile) tra i responsabili pedagogici e psicologici dell’Associazione, la famiglia e l’operatore, attraverso supervisioni realizzabili anche a distanza (grazie a skype), analisi di videoregistrati, …

ALCUNE DOMANDE FREQUENTI

IL BAMBINO, LA PERSONA CON DEFICIT, SARA’ PRESENTE AL PRIMO COLLOQIUO?

L’intervista-colloquio ha lo scopo di iniziare a raccontare una storia della persona con deficit, dei suoi “sa fare”, attraverso lo sguardo delle persona che ne hanno la responsabilità educativa, per formulare le prime ipotesi di intervento.

La presenza della persona con deficit rischia di ostacolare i genitori nel parlare liberamente, nel descrivere preoccupazioni e situazioni complesse che li portano a cercare la nostra consulenza. Altre volte, al contrario, la sua presenza non comporta particolare ostacolo o filtro e i genitori, così come gli insegnanti e gli educatore, hanno coltivato l’abitudine al parlare di preoccupazioni e difficoltà davanti a lei. E’ bene invece preservare la persona da queste situazioni. Per entrambe le ragioni i primi incontri solitamente vengono condotti senza la sua presenza. 

L’osservazione è senz’altro importantissima, ma viene rimandata più avanti, sia in modalità diretta che mediata attraverso la visione di filmati. Questo ci da la possibilità di farci prima di tutto un’idea dei contesti di vita e del punto di vista del genitori. Successivamente di arricchire questo quadro con le osservare della persona in situazione, nei suoi contesti di vita quotidiani, all’interno delle interazioni che danno senso alle azioni. 

DI COSA SI PARLERA’ NEL PRIMO COLLOQUIO? 

Alla ricerca dei “sa fare”

Quando si descrive una persona con deficit spesso la tendenza è di partire dalle sua difficoltà, dai problemi che presenta, in quanto si pensa che è su questi che si andrà ad intervenire direttamente, per risolverli o modificarli.

Il colloquio invece viene condotto percorrendo e ripercorrendo la storia della persona, narrata dai genitori (o da responsabili educativi), cercando di individuare e mettere in evidenza le sue competenze, i suoi “sa fare” (anche quando sembrano non esserci), per poter scoprire e quindi andare a potenziare e dilatare quei momenti e quelle situazione in cui la persona è più attenta e partecipe, attiva e disponibile all’apprendere, al fare.

L’intervista-colloquio parte da momenti liberi di “conversazione” per poi gradualmente (man mano che la narrazione fornisce elementi, dati) divenire sempre più mirata, pilotata, definita.

Il bambino, la persona con deficit, va ‘esplorato’ e ‘scoperto’,
osservato attraverso ciò che sa fare dandogli la possibilità di riscoprirsi come capace, come agente attivo.
Un nuovo modo di vedersi, in cui anche l’errore è rilevatore e rivelatore di competenze, di una volontà, forse un’occasione per dare senso agli eventi.
Partire dai successi, dalle proprie abilità, quindi, per andare alla ricerca di situazioni, attività in cui concordare ed ampliare la propria visione del mondo.
N. Cuomo

QUALI SONO GLI OBIETTIVI DEL PERCORSO PROGETTUALE?

Verso una vita adulta autonoma e indipendente

Gli interventi progettuali puntano ad intervenire all’interno di 3 macro aree:

  1. Lo sviluppo della personalità
  2. Il rapporto con gli altri
  3. Il confronto con il mondo, con la realtà esterna

Per lavorare in queste aree si valutano strategie e modalità utili ad implicare la persona con deficit, coerentemente alla sua età, alle sue originalità e a quelle del nucleo famigliare, in occasioni con chiara finalità e forti dal punto affettivo e relazionale, in modo da sollecitare apprendimenti, abilità e competenze tra cui:

  • conoscere e rispettare le regole;

  • partecipare e contribuire attivamente allo svolgersi della vita domestica, quotidiana;

  • acquisire maggior consapevolezza circa la propria estetica e igiene personale;

  • potenziare abilità e intenzionalità linguistiche e/o comunicative per potersi relazionare con gli altri

  • orientamento nel tempo

  • conoscere e utilizzare strumenti presenti in casa

  • utilizzare il danaro

  • scegliere e decidere

  • abilità motorie

  • attenzione, memoria e osservazione