perchÈ e come richiedere una nostra consulenza

AL FIANCO DEI GENITORI – UN ALLEATO NELLA COSTRUZIONE DI UN PROGETTO VITA PERSONALIZZATO

La nascita di un figlio con una disabilità può comportare un momento di profondo disorientamento per la famiglia. Di fronte a diagnosi come la Sindrome di Down, Autismo, Sindrome della X Fragile, i sogni e le aspettative sul futuro vengono messi a dura prova.

Il rischio è che quella diagnosi si trasformi in una “profezia” focalizzata soprattutto su ciò che il bambino, la bambina, non sa fare o non potrà fare.

Mentre il supporto medico e riabilitativo si attiva rapidamente, i genitori si trovano spesso sole ad affrontare le sfide educative e la complessità della vita quotidiana alla ricerca di uno stile e di un accordo tra mamma e papà.

Alcune domande di ogni giorno su cui cercare assieme delle strategie:

  • A casa: come sostenere lo sviluppo del pensiero e del linguaggio, lo scegliere, il decidere durante i gesti quotidiani? Come favorire le autonomie? Come apprendere le regole, la gestione del tempo, dello spazio, del denaro? Come aver cura del rapporto con i fratelli e delle sorelle?

  • A scuola: quali strategie didattiche scegliere per sostenere gli apprendimenti e la partecipazione in classe?

  • Nel tempo libero: come progettare momenti di svago che favoriscano la socializzazione e la nascita di amicizie in contesti inclusivi?

  • Nel futuro: in che mondo seminare oggi per andare verso una vita adulta più autonoma e indipendente? Sessualità e affettività, diritto al lavoro, in che modo possono trovare alleati in un intervento educativo nell’infanzia e nell’adolescenza?

IL SUPPORTO ALLA FAMIGLIA 

La famiglia non è una spettatrice, ma la vera protagonista di questo percorso. Per questo va orientata, sostenuta e formata.

AEMOCON offre un percorso di consulenza pedagogica e psicologica per costruire insieme interventi personalizzati, mirati allo sviluppo cognitivo ed affettivo di bambini e adulti con disabilità, dalla nascita e lungo tutto il corso della vita.

Il nostro obiettivo è aiutarvi a “indossare lenti nuove”: guardare vostro figlio non attraverso i limiti della diagnosi, ma alla ricerca del suo potenziale, fornendovi strumenti concreti per costruire una buona qualità di la vita, nel giorno per giorno tra casa, scuola, tempo libero e poi in occasioni lavorative).

UNO SGUARDO CHE CAMBIA, DAI LIMITI AI POTENZIALI

Crediamo fermamente che l’intelligenza non sia un dato fisso, né la semplice somma delle competenze che una persona possiede.

Come sosteneva lo psicologo Lev Vygotskij:

Ogni intelligenza è soggetta ad essere orientata, educata e potenziata.

La vera intelligenza risiede nella capacità di autodeterminarsi e di interagire in modo consapevole con il mondo e con gli altri.

La potenza dell’intervento educativo sta fornire gli strumenti per crescere, prima di tutto, come protagonista attivo della propria vita, in un continuo scambio con gli altri.

PUOI RICHIEDERE UNA PRIMA CONSULENZA GRATUITA PER VALUTARE L’UTILITA’ DI AVVIARE UN PERCORSO PERSONALIZZATO 

Scrivici a aemocon@gmail.com oppure chiamaci al numero 339.3132693

APPROFONDIMENTI

L’intervento  pedagogico che offriamo è finalizzato a rilevare, mediante  l’osservazione  ed  il colloquio, con quale  “stile  la  famiglia interviene nel vivere quotidiano: la gestione del tempo, dello spazio, delle regole, la gestione di momenti come il mangiare, il vestirsi, il lavarsi, il prendere parte alle responsabilità in casa…

Il contesto, l’ambiente, le dinamiche relazionali sono il punto di partenza per descrivere la persona. Senza l’identificazione del contesto non si può capire nulla, l’azione osservata è del tutto priva di senso. Il contesto è la matrice dei significati [G. Bateson]

Attraverso i  dati  raccolti durante i colloqui e attraverso osservazioni (in presenza o da remoto) si sostiene e si orienta lo stile educativo della famiglia, alla ricerca di strategie, modalità relazionali e strumenti mediatori che aiutino a ridurre/contrastare gli handicap che i deficit propongono e sostenere lo sviluppo dei potenziali cognitivi e affettivi della persona, nel rispetto delle sue originalità. Un vero e proprio training finalizzato a fornire alle famiglie chiavi concettuali, strumenti culturali, metodologie ed abilità (agilità mentale) per un’attenzione ai particolari, ai contesti, alle situazioni, agli ambienti, alle relazioni…

Inizia così un Percorso che va a delineare e a “cucire su misura” un progetto di vita (coerentemente a quanto previsto dal D.l. 62/2024) grazie ad uno scambio e ad un confronto periodico (mensile) tra pedagogista, psicologo e la famiglia unitamente ad eventuali figure educative di supporto (come educatore domicialiare) attraverso incontri di supervisione realizzabili anche a distanza (da remoro) e l’analisi di videoregistrati.

ALCUNE DOMANDE FREQUENTI

IL BAMBINO, LA PERSONA CON DISABIITA’, SARA’ PRESENTE AL PRIMO COLLOQIUO?

L’intervista-colloquio ha lo scopo di iniziare a raccontare una storia del bambino, della persona, dei suoi “sa fare”, attraverso lo sguardo di chi ne ha la responsabilità educativa, per formulare le prime ipotesi di intervento.

La presenza della persona con disabilità rischia di ostacolare i genitori nel parlare liberamente, nel descrivere preoccupazioni e situazioni complesse che li portano a cercare la nostra consulenza. Altre volte, al contrario, la sua presenza non comporta particolare ostacolo o filtro e i genitori, così come gli insegnanti e gli educatore, hanno coltivato l’abitudine al parlare di preoccupazioni e difficoltà davanti a lei. E’ bene invece preservare la persona da queste situazioni. Per entrambe le ragioni i primi incontri solitamente vengono condotti senza la sua presenza. 

L’osservazione è senz’altro importantissima, ma viene rimandata più avanti, sia in modalità diretta che mediata attraverso la visione di filmati. Questo ci da la possibilità di farci prima di tutto un’idea dei contesti di vita e del punto di vista del genitori. Successivamente di arricchire questo quadro con le osservare della persona in situazione, nei suoi contesti di vita quotidiani, all’interno delle interazioni che danno senso alle azioni. 

DI COSA SI PARLERA’ NEL PRIMO COLLOQUIO? 

Alla ricerca dei “sa fare”

Quando si descrive una persona con disabilità spesso si ha la tendenza di partire dalle sua difficoltà, dai problemi che presenta, in quanto si pensa che è su questi che si andrà ad intervenire direttamente, per risolverli o modificarli.

Il colloquio invece viene condotto percorrendo e ripercorrendo la storia della persona, narrata dai genitori (o da responsabili educativi), cercando di individuare e mettere in evidenza le sue competenze, i suoi “sa fare” (anche quando sembrano non esserci), per poter scoprire e quindi andare a potenziare e dilatare quei momenti e quelle situazione in cui la persona è più attenta e partecipe, attiva e disponibile all’apprendere, al fare.

L’intervista-colloquio parte da momenti liberi di “conversazione” per poi gradualmente (man mano che la narrazione fornisce elementi, dati) divenire sempre più mirata, pilotata, definita.

Il bambino, la persona con deficit, va ‘esplorato’ e ‘scoperto’,
osservato attraverso ciò che sa fare dandogli la possibilità di riscoprirsi come capace, come agente attivo.
Un nuovo modo di vedersi, in cui anche l’errore è rilevatore e rivelatore di competenze, di una volontà, forse un’occasione per dare senso agli eventi.
Partire dai successi, dalle proprie abilità, quindi, per andare alla ricerca di situazioni, attività in cui concordare ed ampliare la propria visione del mondo.
N. Cuomo

QUALI SONO GLI OBIETTIVI DEL PERCORSO PROGETTUALE?

Verso una vita adulta autonoma e indipendente

Gli interventi progettuali puntano ad intervenire all’interno di 3 macro aree:

  1. Lo sviluppo della personalità
  2. Il rapporto con gli altri
  3. Il confronto con il mondo, con la realtà esterna

Per lavorare in queste aree si valutano strategie e modalità utili ad implicare la persona con deficit, coerentemente alla sua età, alle sue originalità e a quelle del nucleo famigliare, in occasioni con chiara finalità e forti dal punto affettivo e relazionale, in modo da sollecitare apprendimenti, abilità e competenze tra cui:

  • conoscere e rispettare le regole;

  • partecipare e contribuire attivamente allo svolgersi della vita domestica, quotidiana;

  • acquisire maggior consapevolezza circa la propria estetica e igiene personale;

  • potenziare abilità e intenzionalità linguistiche e/o comunicative per potersi relazionare con gli altri

  • orientamento nel tempo

  • conoscere e utilizzare strumenti presenti in casa

  • utilizzare il danaro

  • scegliere e decidere

  • abilità motorie

  • attenzione, memoria e osservazione