Percorsi di vita autonoma e indipendente
“Apprendere autonomie” è diverso dall’“imparare e desiderare essere autonomi”.
La finalità del progetto non è dunque solo quella di “imparare autonomie”, che potrebbero anche derivare anche da un apprendimento meccanico e da un’azione che, ripetuta più volte, mette la persona in grado di compierla da sola: ad esempio, posso apprendere a preparare un caffè, utilizzando la caffettiera e svolgendo il processo di preparazione da solo fino ad arrivare alla tazzina pronta da servire. Alcune persone sanno svolgere azioni in autonomia, ma non per questo sono indipendenti.
Il nostro obiettivo non si ferma all’apprendimento di azioni o performance e punta all’ “imparare ad essere autonomi”, nel senso di essere “capaci di governarsi da sé, sulla base di una autentica intenzionalità originale”, in una condizione di “non dipendenza da altri, cioè di “indipendenza”. In tal senso più ampio, valutiamo di fondamentale importanza la capacità di pensare, decidere cosa fare, come fare, quando fare, in modo consapevole e responsabile. In questa dimensione la persona può anche non essere in grado di compiere da sola l’azione ma ciò che conta è a volontà, l’intenzionalità di realizzare quel bisogno e il saperlo comunicare a chi può assolvere all’azione oppure sapere di quale strumento avvalersi quale mediatore.
La famiglia ha dunque un ruolo fondamentale nel progetto vita del proprio figlio, non come mero osservatore e fruitore di interventi, ma come protagonista attivo all’interno di una rigorosa co-progettazione
Sostenere la persona con deficit verso una vita autonoma e indipendente non può prescindere dal passare attraverso un cambio di paradigma della famiglia.
Questo significa poterla sostenere nel suo immaginario, anche riscoprendo l’illusione di sognare futuri ancora sconosciuti e ricchi di differenti possibilità, indipendentemente dalla complessità degli handicap, un’immaginario spesso infranto al momento della diagnosi.
Chiedere atteggiamenti più adulti, pensare ad una vita fuori casa, al lavoro… deve necessariamente passare attraverso la possibilità di concedere, per esempio, ruoli più emancipati nel quotidiano.
AEMOCON da diversi anni realizza “Scuole per la vita autonoma ed indipendente” progettando, in collaborazione con Associazioni, Fondazioni e Cooperative di genitori e operatori, occasioni in cui giovani adulti con deficit, in relazione alle loro originalità cognitive, hanno la possibilità di disegnare un proprio originale progetto di vita, autonomo e indipendente, nel mondo di tutti. Un diritto che deve essere garantito a tutti, anche a chi presenta una disabilità più complessa e che la “prassi” relega normalmente in laboratori protetti, centri diurni ecc… Autonomia e indipendenza divengono quindi un traguardo da raggiungere, una meta ambita per la quale si innesca un processo di acquisizione di competenze in un’implicazione attiva, sempre più consapevole e intenzionale, della persona con deficit. Da qui il nome di “Scuola per la vita autonoma e indipendente”.