Progetto vita personalizzato ex L.328/2000
L’art. 14 della L. 328/2000 riconosce il diritto al progetto individuale per la realizzazione della piena “integrazione delle persone disabili di cui all’articolo 3 della Legge 5 febbraio 1992 n. 104.
Allo stesso tempo, l’art. 19 della Convenzione ONU stabilisce che Gli Stati Parti riconoscono il diritto di tutte le persone con disabilità a vivere nella società, con la stessa libertà di scelta delle altre persone, e adottano misure efficaci ed adeguate al fine di facilitare il pieno godimento da parte delle persone con disabilità di tale diritto e la loro piena integrazione e partecipazione nella società specificando che tale diritto non va goduto in luogo appositamente pensate per persona disabili, ma all’interno dei servizi e delle strutture sociali destinate a tutta la popolazione.
Potremmo allora affermare che quando si parla di Progetto di Vita si fa riferimento alla necessità di attivare un lavoro sinergico e coeso tra i diversi interventi volto a garantire e promuovere la piena partecipazione della persona con deficit ad ogni area del disegno esistenziale di ciascuno, fuori da itinerari già pre-organizzati.
Muoversi all’interno della cornice del Progetto di Vita significa considerare la persona con disabilità non come un soggetto genericamente “fragile”, ma come un cittadino titolare di tuti i diritti, tra i quali quello di autodeterminarsi, passando quindi da un paradigma assistenziale ad una visione della persona con disabilità protagonista del proprio percorso esistenziale.
Associazione AEMOCON accompagna le famiglie nel progettare azioni volte a sostenere una partecipazione attiva del proprio figlio, della propria figlia con deficit, anche riscoprendo l’illusione di sognare futuri ancora sconosciuti e ricchi di differenti possibilità, indipendentemente dalla complessità degli handicap. Scoprire il proprio potere di azione sul mondo, poter agire, scegliere, incontrare problemi, sperimentare una graduale assunzione di rischi e di responsabilità nel rispetto delle sue originalità… sono tutti tasselli fondamentali di un progetto vita con l’emozione di conoscere e il desiderio di esistere.
COME RICHIEDERLO
La richiesta e l’ufficializzazione del progetto vita ai Servizi avviene attraverso l’invio di una PEC al Comune di residenza, chiedendo l’attivazione del Progetto secondo la legge 328/2000, art. 14. Il Comune ha tempo fino a un massimo di 60 giorni per rispondere e per concordare con la famiglia l’incontro utile per iniziare a definire la progettualità e le risorse da mettere in campo.
Se passati i 60 giorni il Comune non ha ancora risposto si può inviare un sollecito dopo il quale la famiglia ha diritto di procedere facendo ricorso al TAR.
IL PROGETTO INDIVIDUALIZZATO È UN DIRITTO, MA PER ESSERE GARANZIA DI QUALITÀ DI VITA VA RIEMPITO DEL SOGNO E DELLE POSSIBILITÀ DI ESSERNE ARTISTA – ESSERE ARTISTA DELLA PROPRIA VITA.
La nostra vita è un’opera d’arte. Ognuno di noi è artista della propria vita: che lo sappia o no, che lo voglia o no, che gli piaccia o no. Per viverla come esige l’arte della vita dobbiamo porci sfide difficili, scegliere obiettivi difficili, sceglierei obiettivi oltre la nostra portata. Dobbiamo tentare l’impossibile. Lascio ai lettori se la coercizione a cercare la felicità nella forma pratica nella nostra società dei consumatori, renda felice chi vi è costretto. Z. BAUMAN