Handicap e Sessualità – La farfalla sulla pelle

“La farfalla sulla pelle” HANDICAP E SESSUALITA’ 

5 OTTOBRE 2019 dalle 10:00 alle 18:00 c/o il Centro Sociale Giorgio Costa – Via Azzo Gardino, 44 – Bologna

Giunge alla terza edizione il convegno-laboratorio sul tema Handicap e Sessualità – La farfalla sulla pelle.

Organizzazione e responsabilità scientifica Ass. AEMOCON. Partner APS De@Esi e Fondazione CondiVivere

Il laboratorio sarà condotto con la collaborazione di Lorenzo Fumagalli, assistente sessuale che esercita tale professione in Svizzera. Fumagalli ha svolto in Italia numerosi incontri di formazione e informazione sul tema con famiglie e operatori.

La partecipazione alla giornata prevede un contributo di 50€

Per info e iscrizioni scrivere a aemocon@gmail.com – iscrizioni entro lunedì 30 settembre

 

Di seguito alcuni approfondimenti e temi che verranno affrontati con lo stile che caratterizza il lavoro di AEMOCON ovvero lo studio di caso e l’interrogare le esperienze.

La giornata avrà un taglio laboratoriale seguendo lo stile dell’interrogare le esperienze che sostengono la persona in un suo originale sviluppo complessivo verso una vita adulta con l’emozione di conoscere e il desiderio di esistere.
In tale dimensione complessa, che è il progetto di vita, rientra anche la sessualità (in modo sinergico e non isolato) e la collaborazione con quei professionisti che operano in tale ambito. Sono però pochi quei professionisti e/o quegli approcci che si discostano da un stile più di tipo tecnico (per non dire “idraulico”) di meccanica risposta ad un bisogno pregiudizialmente predefinito, per entrare invece in una dimensione più profondamente esistenziale, fondamentale soprattutto nella disabilità intellettiva dove è importantissimo non solo rispondere a bisogni, educare performance, ma soprattutto sostenere e far maturare un pensiero, un’identità, un’originale visione del mondo.
Non si tratta di ragionare in termini di bisogno/risposta o di come inibire/contenere comportamenti problema, o permanere nella speranza che tale necessità non emerga (“non svegliare il can che dorme”), ma al contrario di cogliere tale ambito come un’importante spinta esistenziale e di maturazione dell’identità e del pensiero che va coltivato fin dalla primissima infanzia e sostenuto con rigore e progettualità verso la vita adulta; coltivare il desiderio, la consapevolezza, all’interno di una complessità di ambiti (gestione delle relazioni, della comunicazione, del tempo, dello spazio, dell’igiene e dell’estetica, del denaro, ecc…). La figura dell’assistente sessuale deve poter entrare sinergicamente in tale complessità.

Alcuni temi

  • orientare le famiglie nel comprendere che l’identità sessuale dei propri figli, così come per qualunque altra persona, si evolve e matura nel tempo, già dalla primissima infanzia, molto prima di quelle possibili manifestazioni fisiche (che spesso rappresentano per le famiglie un campanello d’allarme) e per questo occorre un progetto che nel tempo aiuti la persona nel giungere all’età adulta con una consapevolezza di sé, del rapporto con l’altro, del desiderio di comunicare con l’altro in una reciprocità, coltivando lo sviluppo di un pensiero ricco di esperienze, esperienze che possano contribuire ad alimentare fantasie, desideri, immagini mentali… disegnando così un’idea originale come avviene per ciascuno di noi. I genitori faticano spesso a mettersi in ascolto e in scoperta di quella che è l’identità che i ragazzi hanno costruito fino ad ora….pensare che quello che si manifesta come espressione sessuale è una costruzione originale che ha origini lontane ed è il risultato di un percorso …
  • capire di che mediazioni può avere bisogno una persona con disabilità cognitiva al di là di norme e “normalità”
  • interrogare le esperienze delle famiglie durante il procedere e l’evolversi dei percorsi avviati in questi anni (a partire dai primi incontri de La farfalla sulla pelle – 2013 e 2014), timori, eventi, buone prassi, occasioni….ecc…

Lo sviluppo sessuale ha una grande importanza nel processo di costruzione dell’identità personale: l’organizzazione, l’evoluzione della coscienza corporea è una struttura fondamentale del funzionamento mentale globale.

Spesso la storia della Persona con deficit è fatta di logopedie, fisioterapie, ippoterapie, arti-terapie, musicoterapie, teatro-terapie…. calibrature, scarpe ortopediche, interventi chirurgici… Per cui, il corpo, nella sua crescita, diventa una sorta di “campo di battaglia” a cui tutti hanno accesso: chi incide, chi taglia, chi manipola.

In tale dimensione la sessualità, il piacere, spesso emergono e si manifestano come una specie di ingenuo tentativo e desiderio di scoprire la propria presenza corporea non solo come un qualcosa in permanente manutenzione e riparazione, ma come un qualcosa che mi fa capire che ci sono, che esisto, mi fa capire che posso muovermi; muovermi non solo per dimostrare di saperlo fare, ma per sentire il piacere dell’aria, il piacere del contatto con l’altro, il calore, le sensazione che la pelle propone… una ri-scoperta di un vero corpo che non è quello “in riparazione” o “fuori servizio”.

La sessualità non arriva all’improvviso

La sessualità non deve intendersi semplicemente come attività sessuale, ma riguarda:

  • l’appartenenza di genere (le persona con deficit sono spesso ancora uomini e donne trattati ad ogni età come bambini, asessuati);
  • la considerazione di sé come essere desiderabile,
  • le esperienze tattili ed affettive che derivano dal contatto con gli altri, ecc.

Il problema che tanto spesso preoccupa famigliari ed educatori di persone con deficit che hanno l’abitudine di scoprirsi i genitali o di masturbarsi in pubblico, probabilmente non si presenterebbe se fin dalla nascita l’intimità fisica, le coccole, gli apprezzamenti di chi li nutre e accudisce avessero preparato un’esperienza positiva della propria ed altrui corporeità e dello scambio affettivo ad essa connesso. [G. Riflelli]

La sessualità umana non si esaurisce nella pratica fisica, ha bisogno oltre al fattore organico/biologico, di una lunga serie di vissuti psichici quali:

  • la comunicazione
  • la fantasia
  • la progettazione
  • la sublimazione, la capacità di trovare qualche attività compensatrice per la  rinuncia alla soddisfazione di istinti e desideri proibiti. La possibilità di indirizzare l’ “energia sessuale” verso attività sociali, culturali, spirituali…

Sono questi vissuti che aiutano l’istinto sessuale ad andare verso l’altro in una costruzione di relazioni, di rapporti inter personali di grande complessità.

Un’emancipazione possibile

La sessualità può essere vissuta dalla persona con deficit divenendo sempre più SOGGETTO

Essere sempre più soggetto significa saper sempre più:

  • Interagire
  • Collaborare
  • Intrecciare con gli altri

ciò che mi preme far capire è proprio questo: io sono convinta che si può vivere indipendentemente dalle gambe dalle braccia o da quel poco di mente che uno ha, ma per quanto invece questa persona può dare e ricevere o avere”  Rossana Benzi (la  ragazza di polmone d’acciaio)  in un’intervista del Corriere della Sera (Maggio 1976)

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